Diversi progetti, una sola novità.

Abbiamo visto le differenze tra azionariato reale diffuso e azionariato popolare. Il progetto ToroMio è stato cambiato o sarebbe meglio dire è stato cambiato il suo “primo passo”. Ciò è successo con il proseguire dei lavori, con il confronto democratico delle opinioni e delle esperienze.

Già da statuto infatti sono state individuate 2 “gambe” per promuovere la partecipazione al Toro e nel mondo dello sport in genere. L’azionariato reale diffuso e l’azionariato popolare. Nei primi anni di ToroMio si era valutato di seguire la prima via.

L’obiettivo principale infatti era inizialmente quello di ottenere un gruppo di aziende che operassero attorno ad una società di calcio (ma potrebbe diventare una polisportiva) con vantaggi reciproci: le aziende finanziano la società di calcio mentre la società di calcio diventa strumento di marketing, di relazione e pubblicitario per le aziende. L’iniziale progetto ToroMio di azionariato reale diffuso (ancora valido se si trovasse un ambiente adatto) propone la costituzione di una società finanziaria di controllo della società di calcio e dello sviluppo di attività lavorative, diciamo tradizionali. La società finanziaria fa da equilibrio la tra le varie componenti spostando capitali in modo opportuno favorendo lo sviluppo di ciascuna delle parti. In particolare la società di controllo  conferisce alla società di calcio stabilità finanziaria continua nel tempo. Di tutto questi vantaggi ne vengono a godere tifosi-azionisti, quindi non solo pochi componenti, per intenderci dagli addetti ai lavori, dal presidente ai giocatori. L’obiettivo finale, da raggiungere in più stadi, è avere una compagine sociale con quote di partecipazione che, per azionista, devono in prospettiva essere inferiori al 3%. Ciò permette di ottenere la votazione realmente democratica di scelta tra 2-3 candidature alla presidenza ogni 2-3 anni. Questo ultimo obiettivo consentirebbe di abbattere le tensioni sociali all’interno dell’ambiente granata in quanto un presidente che abbia operato manchevolmente rispetto agli obiettivi sportivi potrà essere cambiato.

Dal 2015 invece si è deciso invece di “compiere il primo passo” nel senso di promuovere l’azionariato popolare, in quanto di più immediata applicabilità per un ambiente totalmente privo di cultura partecipativa e per realizzare l’ambizioso obiettivo di “forzare lo scrigno” delle attuali proprietà societarie utilizzando proprio la principale motivazione per cui una quota societaria dovrebbe essere conferita ad un’associazione di tifosi – ente di partecipazione popolare. Il valore sociale che sarebbe così consacrato come plus-valore di una società sportiva. Con questo ambizioso obiettivo è sorta appunto la proposta di legge ToroMio poi fatta propria dal Comitato “Nelle origini il futuro” o NOIF.

Comunque, sia nel caso del “primo” progetto ToroMio di promozione dell’azionariato reale che nel caso del secondo che promuove l’azionariato popolare, la differenza è che comunque l’iniziativa parte dalla gente granata, cioè dal basso,  ed è da questo che dipende il successo dell’iniziativa che, ad ogni modo, non ha limiti di tempo per essere attuata. Questa è la vera novità.