Comunicato 28 dicembre 2009


Con il presente comunicato vogliamo informare tutti gli aderenti al progetto azionariato reale che, probabilmente nel nostro piccolo senza proclami, abbiamo smosso qualcosa in quanto è uscito il 23/12/2009 su la Stampa l’articolo "Toro, lodisti allo scoperto" e quello su Toro News "Rodda e Marengo tornano alla ribalta". Ci teniamo a puntualizzare che  il nostro gruppo di lavoro non c’entra nulla con queste persone, che conosciamo ma con le quali non abbiamo comunque fino ad ora avuto alcun tipo di rapporto. Il nostro progetto inoltre si distingue in quanto è assolutamente orientato verso la formula dell’azionariato reale diffuso. Ad ogni modo se fossimo contattati daremo la  nostra disponibilità ad incontrarli, se non altro perchè sono tifosi del Toro ed è nostra ferma convinzione che non debbano esistere parrocchiette, ma si debba assolutamente provare a lavorare insieme, anche con idee e modalità d’azione differenti, se veramente si vuole  aiutare il nostro Toro. In quel caso vorremmo confrontare le idee ed eventuali progetti nell’intento unico di ottenere un  rafforzamento della società del Torino FC dal punto di vista economico, patrimoniale, politico con la realizzazione di una tradizione aziendale che ci consenta di avere un trend di crescita regolare, senza sobbalzi come ci è capitato tutte le volte che  è cambiato, per esempio, un presidente.

Ricordo a tutti che si è scelto il progetto ad azionariato reale perchè le azioni possono essere scambiate tra azionisti e non, anche con la possibilità di dividendi.  Questo non significa che la finalità del progetto è esclusivamente quello di ricavare profitti, semmai è l’ultima delle finalità.
Non si può tuttavia pensare di aggregare imprese ed investitori non prospettando loro alcuna possibilità di realizzo qualora il rafforzamento del Torino FC, se ben gestito, consentisse degli utili. Inoltre tutte le società di calcio -che ci piaccia o meno- sono sostenute da grandi realtà economiche (es. inter-saras, milan-fininvest, giuve-exor, roma-italpetroli ecc.). Noi non abbiamo questa realtà, ma dobbiamo costruirla insieme. Avendo questo progetto come finalità quella di rafforzare , rigenerare e, perchè no, ricreare un Toro con tantissimi piccoli azionisti ognuno con il massimo del 3% di azioni occorre sviluppare una realtà economica di sostegno alla squadra di notevoli dimensioni e questo vuole dire attirare molti capitali importanti.
L’unico modo noto in finanza è quello di rendere gli investimenti redditizi in maniera tale da:
a)sostenere e sviluppare il toro
b)sviluppare ulteriori business che creino capitale sempre per la società
c)offrire dividendi ( + dividendi dai, + si attirano capitali).
Ci sembra veramente difficile promuovere al momento un progetto che veda trasformare tanti tifosi in benefattori attraverso l’azionariato popolare quando Presidenti, ds, tecnici, allenatori, giocatori guadagnano fior fior di quattrini.
Perchè, eventualmente, tifosi-investitori  e imprenditori, dorsale di una società, non dovrebbero avere l’opportunità di guadagnare? O meglio, perchè i tifosi non possono scegliere tra l’essere azionisti o/e benefattori? Perchè si dovrebbe bloccare una possibilità molto importante di sviluppo di una società come quella dell’azionariato reale? Perchè un investitore, magari piccolo, non dovrebbe poter rientrare dei soldi investiti, rivendendo le proprie azioni, qualora la propria famiglia ne abbia bisogno, per esempio per l’avvento di una malattia da curare o per dare un futuro ai propri figli?
Le motivazioni di questa scelta sono veramente tante.
Le Società per azioni non escludono, per altro, il cosidetto azionariato popolare che è possibile e, se vogliamo, anche eticamente più corretto, nel momento in cui l’azionista, versando la sua quota annuale, può usufruire di servizi costruiti con investimenti dell’azionariato reale.
Riteniamo in sostanza l’azionariato popolare complementare all’azionariato reale e non viceversa essendo l’azionariato reale la base su cui si può poggiare tutto il mondo granata. Iniziando invece dall’azionariato popolare si rischia di escludere per sempre fonti di investimento importanti e corposi provenienti da persone che fanno questo per mestiere. Escludere a priori i puri investitori è finaziariamente come fare un autogoal. Si può vincere anche facendo delle autoreti ma intuitivamente con molta difficoltà.
Perchè dare questo vantaggio alle altre società nostre concorrenti?

Un grazie ai nicknames G.B. e Pacione Ale(Salviamo il Fila) per aver fatto loro il progetto azionariato reale come si legge dai commenti su Toro News. Spero nel prossimo anno veniate alle riunioni del gruppo di lavoro così potremo conoscerci e troveremo certamente il modo di collaborare.
Al nickname ForEverToro che mi manda a lavorare senza conoscermi faccio presente che almeno io ed altri collaboratori, che conoscete, stiamo al momento mettendo cognome, nome, faccia, soldi, impegno e tempo (tantissimo)senza pensare assolutamente di essere risarciti, per un ideale di Toro che tutti proclamano, ma per il quale pochi sembrano sapersi realmente mettere in gioco . In ultimo una piccola soddisfazione per coloro che stanno comprendendo ed aderendo: è arrivata la prima adesione dall’estero: Canada. E siamo a 49!

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