NOVARA-TORINO: UNA SCONFITTA CHE NON BRUCIA
Brucia tutto il resto
 
di Guido Regis
 
Non mi si dica che questa sconfitta su autogol brucia.
E’ vero che questo toro ha fatto la partita, che non ha meritato di perdere, che ha preso due legni, che ha subito un rete sull’unica solita cazzata dei difensori ed il solito fantastico colpo di biliardo della sfiga.
E’ anche vero che loro hanno impostato cinque azioni ma sono state tutte finalizzate al goal mentre i nostri ne hanno costruite cinquanta eppure solo tre potevano meritare di finire in rete.

Non è questa sconfitta che brucia.
Brucia avere avuto la conferma che questa squadra, copia di quella dei dieci risultati consecutivi semplicemente con una seconda punta vera al posto di quelle mezze punte utilizzate prima, non è seconda alla prima in classifica ma perde ancora.
Brucia avere la conferma che se Antenucci e Pagano possono essere due valori aggiunti, Budel non serviva e non servirà a fare rifiatare i due “De motornani” che, piaccia o no, sono insostituibili.
Brucia sentire delle doppiette di Scaglia e vedere Loria non sfigurare in serie A.
Brucia la palese difficoltà fisica e mentale del nostro capitano.
Brucia aver visto che le gambe e le idee nonostante la disperazione ci sono, che si può fare una partita intensa per oltre settanta minuti contro la squadra più forte del campionato, ma che questo non lo si è fatto troppe volte quando, giocando anche solo con la metà della convinzione di ieri sera, si sarebbe vinto e non perso, vedi Sassuolo e non solo.
Brucia pensare che con il Pescara e così via potrebbero ripresentarsi il bradipismo di giocatori e tecnico e gli sterili inviti al presidente di togliersi dalle scatole.
Brucia pensare che anche quest’anno ci siamo giocati un’altra grossa fetta di fegato e di vecchio cuore granata.
Brucia sentir parlare ancora una volta di inutili esoneri con cambi di moduli ed attori.
Brucia annotare come passano sotto scetticismo banali consigli di uomini saggi quali Pupi a Zac, che invitano sostanzialmente a mantenere quel poco di struttura esistente, fosse anche perdente ed incapace di raggiungere la serie A anche quest’anno, ma di costruire su quella, senza stravolgerla ancora una volta, preoccupandosi invece di rinforzarla con investimenti in primis su altri uomini “geneticamente granata” quindi, “immobiliari”, “commerciali”,”culturali” che garantiscano stabilità nel tempo.  
Ma ciò che brucia di più è la confusione che regna sovrana nelle decisioni, nelle menti, negli obbiettivi di tutti i principali attori di questo torello sempre più alla deriva;  l’abisso presente tra la prima squadra, la società i tifosi e l’altro Toro, quello vero, delle giovanili e di uno sparuto gruppo di sostenitori, non necessariamente da stadio, che sta facendo poche cose ma giuste da sempre, senza che la maggioranza abbia la voglia, il tempo ma soprattutto l’onestà di ammetterlo, comprenderlo e seguirli.
 
Guido Regis
Presidente del Toro Club C.T.O. Claudio Sala

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