Cuore Toro, gli Invincibili, una grande Maratona ed un grandissimo Sereni

Qualcuno pensa che è una fissa? Non m’importa, sono certo che non lo sia.

Modena sabato era popolata dalla marea Granata che cantava per la città e nei suoi ristoranti già dalla tarda mattinata. Il Lambrusco bevuto non mi ha impedito di condurre il “pulmino Toro Club C.T.O.” dal Carpaccio allo Stadio, rigorosamente ad una velocità mai superiore ai cinquanta, anche per evitare di vedermi sbattuto su un giornale con frasi del tipo “ tifoso medico Torinese positivo all’etilometro prima del match con il Sassuolo”.

Gli undici verde nero sono entrati in campo ed hanno spalancato gli occhi attoniti alla vista della muraglia Granata che assiepava il settore ospiti e parte anche dell’adiacente area non consentita.

Le loro le gambe hanno iniziato a tremare e nei primi cinque non sono stati capaci di completare un fraseggio.

E’ stata sufficiente un incursione con tanto di tunnel da parte di D’Ambrosio sulla destra al secondo minuto per rompere gli equilibri già instabili. Palla tesa verso il centro dell’area e plateale mani in area con braccio esteso di Magnanelli.  Russo non ha avuto alternative perché la Marea Granata di fronte a lui avrebbe divelto le transenne se un tale rigore fosse stato negato. Avrà pensato tra se e se: è solo il secondo minuto, ho tutto il tempo per invertire la tendenza. Ed in effetti ci ha provato successivamente in ogni modo ma non è riuscito completamente nel suo intento.

Dopo il rigore realizzato dal Capocannoniere Capitano ancora intriso dell’atmosfera di Superga, il Sassuolo ha patito il colpo fino al decimo. Da qui in avanti si è vista una squadra molto meglio organizzata in quanto a schemi e movimenti senza palla, lavorare ai fianchi il Toro, messo in campo con il solito illogico 4 – 2 – 4 da Colantuono. Ma chi era li al Braglia avvertiva il finale. Sereni ha iniziato a servirci l’antipasto del secondo tempo, gli Invincibili hanno spinto su un palo ed una traversa palloni altrimenti imparabili, e la grinta ha sopperito alle carenze di schemi. Il destino ha forzatamente e fortunatamente posizionato Rivalta come centrale dove fin’ora non ha quasi mai sfigurato, evitandoci la sofferenza patita ogni qualvolta lo si è visto presidiare la fascia destra difensiva. Gasba e Scaglia si sono sacrificati nel difendere tentando alcune inefficaci sortite in contropiede, Genevier e Pestrin hanno fatto i soliti straordinari correndo a destra e manca in un centro campo ancora una volta programmato monco. Rubin, Loria, Salgado e Rolandone si sono confermati stabili nelle loro prestazioni.

Il primo tempo si è chiuso indenni ed in vantaggio. A lavorarci meglio ai fianchi è stato invece il designato di turno che come un impareggiabile cecchino, a cui erano stati stampati nei neuroni i volti dei predestinati, ha sparato senza pudore prima su D’ambrosio, poi su Rivalta e quindi su Pestrin, rendendoli, guarda caso, non arruolabili per la prossima in casa col Vicenza, oltre che necessariamente meno aggressivi per il proseguo della partita.

Il secondo tempo si è aperto con un raro (per il Toro) colpo di biliardo di Scaglia, che duettando con Salgado ci ha portati avanti di due. A questo punto il cecchino, vistosi alla malaparata, si è inventato una nuova ammonizione per Manolo, pur essendo a pochi passi dal volo da stuntman di Rossini che da Pestrin non era stato nemmeno sfiorato ( inutili le inequivocabili conferme televisive).

Rosso! Nuovamente in inferiorità numerica ma anche questa volta undici, e non dieci, contro dodici. Pestrin salta la prossima e torna nuovamente diffidato. Grandiosa e perfetta macchinazione completata da altri tre ammoniti Salgado, Bianchi e Gasbarroni.

C’era tutto il tempo per ribaltare la situazione da parte degli emiliani, complici anche i ritardati e sbagliati cambi del nostro mister, ma sono saliti in cattedra un incredibile Sereni, ed un mai domo Gasba, questa volta davvero assai simile ad una farfalla, che dopo il preoccupante goal del Sassuolo è andato a disegnare un opera d’arte costruita con finta, dribling, grintoso rimpallo e scatto verso l’area, in mezzo a tre difensori, completata con una parabola Michelangiolesca in rete. Inenarrabile al gioia nostra sugli spalti e dei ragazzi sul campo.

Da questo punto Rivalta, Rubin, Loria, Genevier, Barusso e Coppola hanno fatto diga, tenendo sempre le braccia incollate al corpo impedendo di fornire anche il minimo alibi al Russo per un qualche penalty e Matteone Sereni ha più di una volta innescato con le sue parate, quasi sovrumane, i boati della folla granata rivolti al mister gobbo della Nazionale.

E’ finita come doveva finire, si è vinto alla faccia di Russo e dell’inutile goal di Zampagna.

Ma ancora una volta è risultato lampante chi siano i peggiori nemici del Toro. Sono davvero stupito che si annidino ancora dubbi in proposito tra molti granata. Lo stesso stupore che mi ha sorpreso in questi mesi nel rendermi lentamente conto che troppi tifosi non hanno ancora davvero inteso a fondo la determinante importanza per la nostra sopravvivenza di essere tanti, uniti con in mente e nel cuore un solo obbiettivo, la rinascita di un Grande Toro alla faccia e contro il volere di tutti.

Un cardine per realizzare questo obbiettivo, non mi stancherò mai di ripeterlo, è l’Azionariato Reale Diffuso, a tutt’oggi incarnato in un’unica proposta seria, quella di TOROMIO: http://www.toromio.net   

Guido Regis

Presidente Toro Club CTO Claudio Sala

www.torinoclubcto.com

www.toromio.net

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