Lettera aperta di L. Cavagnero
 
 
Buongiorno mister,
sono un tifoso del Torino. Le scrivo perchè è la seconda volta che leggo sul giornale cittadino lo slogan citato da lei "Se vogliamo, possiamo". Probabilmente non lo sa ma è il titolo di un libro che ben quattro anni fa ho finito di scrivere e stampato in proprio. Il testo parla, per la prima volta, di un possibile futuro del Toro e si differenzia da tutta la bibliografia granata che descrive esclusivamente il passato. Sono descritti sostanzialmente gli stessi desiderata che lei rivolge all’ambiente granata. Noi, ovvero quelli che stanno seguendo le idee del libro, vogliamo dare al Torino stabilità trasferendo la nostra tradizione alle nuove generazioni e aiutare il presidente di turno a capire che cosa è il Toro cercando di evitare così gli alti e bassi (purtroppo negli ultimi anni sono molto più i "bassi") che questa società sta subendo ormai da decenni in una deriva di lenta e frustante decadenza. Per fare questo, a partire dal 2009, abbiamo pensato di provare ad entrare in società come azionisti presentando e aggiornando continuamente un progetto ambizioso. Gli aderenti al progetto sono quasi 440, tra cui quasi 50 imprenditori  e  siamo organizzati in una associazione, ToroMio. Abbiamo un sito dove, se vuole, può conoscere i nostri intenti www.toromio.net.

Inoltre, quasi una volta al mese, ci riuniamo per una cena e per parlare dello sviluppo del nostro movimento. Ci piacerebbe avere l’onore di incontrarla in una di queste occasioni.  
Grazie, mister, di aver fatto inconsapevolmente suo lo slogan "Se vogliamo, possiamo", uno slogan che guarda al futuro del Torino con una stimolante e propositiva sfida.
 
Forza Toro e forza ToroMio!
 
Luciano Cavagnero 

 

15 agosto 2011

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