Ieri 12 settembre è uscita un’intervista al nostro presidente Cairo Urbano

 http://www.torinogranata.it/?action=read&idnotizia=31588

 

 

 

 

 

Non sono un tifoso che va contro a Cairo per partito preso, anzi vorrei aiutarlo, ma sono stato critico nel merito e penso proprio sul suo terreno, quello finanziario, strategico e organizzativo, a suo tempo insieme ad altre 10 lettere di illustri tifosi http://www.toromio.net/it/content/toromio-scrive-al-presidente-del-torino-fc e  da allora, dicembre 2010, poco è cambiato. Devo dire però che da circa 21 mesi il presidente ha recuperato credibilità perché si è mosso come avrebbe dovuto muoversi cinque anni prima  di quella lettera. 

Il  problema di Urbano è la lentezza nel capire e nell’agire probabilmente proprio perché opera da Milano e lentamente ha capito che, essendo occupato in molte faccende e inesperto come proprietario di una squadra di calcio, deve delegare. E ne ha sprecato tanto tempo prima di dare l’incarico ad un direttore generale senza portafoglio (sei anni!!!). Inoltre si è accorto che il Torino è una scatola vuota: alla buon’ora! Purtroppo questa sua lentezza esasperante la usa anche nei confronti del Filadelfia: adesso non ha ancora compreso che è lui che deve prendere in mano l’iniziativa magari attraverso i suoi dirigenti (la giuve non ha fatto così con l’ex  stadio delle Alpi?) e non aspettare la politica del Comune più indebitato di Italia, Torino, che ovviamente tende a non spendere specialmente in questo periodo e quindi sornionamente tende ad allungare i tempi http://www.tempi.it/torino-non- rispetta-il-patto-di-stabilita-fassino-dovra-pagare-38-milioni-di-euro#.UCrW1VYaMl8 un po’ come vorrebbe la Grecia nei confronti della troika europea.

Si tratta quindi di mettere in campo coraggio e relativi soldi per mettere di fronte alle responsabilità di promesse fatte dalla politica del Comune  e della Regione. In questo modo con il Torino Fc la guida per la spinta alla ricostruzione del Filadelfia passerebbe dai tifosi, gli unici finora veramente convinti, alla società con una vera unione di intenti. L’effetto propositivo può diventare decisivo e dirrompente in quanto la spinta dei tifosi si accrescerebbe per effetto entusiasmo pressando da  vicino i due enti pubblici avendo a fianco proprio il loro presidente. Tutto questo porterebbe a Cairo un ulteriore credito di immagine a cui tiene molto, presso i tifosi. Quando comprenderà questo?

In alternativa dobbiamo pensare che, conoscendo la situazione disastrata del Comune, il nostro presidente ne approfitta per nascondersi anche lui sapendo che così non si muove niente facendo comunque finta con queste dichiarazioni di essere fortemente interessato alla ricostruzione e potrà scaricare le colpe, qualora non si raggiungesse lo scopo, appunto sulla politica? Ai posteri l’ardua sentenza.    

Infine,  più in generale, verrà mai un momento in cui la gente granata potrà essere guidata da un vero condottiero coraggioso e determinato che tenderà a favorire l’utilizzo di risorse umane e relativi capitali che sono disponibili ma hanno bisogno solamente di un minimo di sicurezza ed entusiasmo per essere messe in campo? Cairo quando riuscirà a comprendere questo?

Leggendo l’intervista di primo acchito mi sono chiesto “Avrà speso 60 milioni ma quanto ha incassato oltre che con il Toro anche indirettamente con la Cairo Comunication  senza dimenticare le relazioni personali che lo strumento di marketing  Toro ha sicuramente procurato?”.  Insomma la stessa domanda di 21 mesi fa e l’articolo mi suggerisce anche questa “Avrà anche un quandernino dove scrive le entrate?”

Per l’ultimo bilancio del Toro potete vedere http://luckmar.blogsbot.it   

Luciano Cavagnero 

 

 

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