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RisorgimenToro 14 - La "contrada" granata

 

 La ragione della nostra rabbia. La ragione della nostra passione

 Sono così subentrato al fondatore del movimento, Luciano Cavagnero, che ringrazio davvero per l'ispirazione suscitata in me ed altri a appassionati granata e per la fondamentale opera svolta in questi primi 4 anni di vita di ToroMio.

Spero di esserne un degno successore. Per fortuna ToroMio potrà comunque continuare a contare su Luciano, così come su molti altri soci attivisti, da sempre vicini all'associazione e che continuano a credere che cambiare qualcosa in meglio sia sempre possibile.

Vorrei in primo luogo focalizzare la Vostra attenzione sull'importanza di quello che la nostra associazione, da oltre 4 anni, cerca di portare avanti con grande tenacia.

Anche questi ultimi Mondiali hanno denunciato la grande crisi del sistema calcio in Italia.

A giudizio di ToroMio, come sapete, tutto è dovuto soprattutto ad una grave arretratezza della metodologia di gestione delle società sportive in Italia.

Noi auspichiamo che i Presidenti delle stesse si decidano prima o poi a stringere un vero e proprio "patto" con i propri appassionati, cioè con i propri tifosi, dilatando così la base di sostegno, non solo economico, delle rispettive realtà sportive che si trovano a guidare.

Aprire alla partecipazione della gente le società sportive non è un utopia o un sogno astratto.

E' semplicemente il sistema che ha portato, ad esempio, Spagna e Germania a vincere le ultime due edizioni del mondiale.

In quelle due nazioni (come in Argentina, seconda classificata...) si è costruito un sistema in cui la capacità economica e finanziaria a capo delle varie società si è alleata con la gente del territorio di riferimento.

Nell'incontro si è riuscito a fondere felicemente le diverse logiche che normalmente dominano i due soggetti, senza invasioni di campo e con reciproca soddisfazione.

I contenuti che deve esprimere una società sportiva infatti sono, da un lato, necessariamente di efficienza e persin di profitto, se si gioca a livelli professionistici.

Ma d'altro lato c'è il contenuto di gran lunga più affascinante nello sport di squadra. La passione e l'amore per la dignità, la storia, i valori culturali del proprio club e per la tenzone agonistica che fa scendere idealmente in campo, ogni domenica, nel rito della partita, tutto questo. 

Tale sintesi di logiche diverse all'estero e' già una realtà e se non si aprirà anche una via italiana a tale metodo vincente, il gap con le altre nazioni non potrà che aumentare sempre di più. Senza considerare che le società avranno meno soldi per sostenersi ed i rispettivi tifosi vivranno in una realtà assai meno entusiasmante di quella che invece vivono i loro colleghi all'estero.

In un simile contesto, continuare a proporre le idee della partecipazione e dell'azionariato rappresenta sempre di più il principale aiuto per far ripartire l'intero nostro sistema sportivo. Questa e' la mission di ToroMio. Questo ci proponiamo di continuare a diffondere perché finalmente qualcosa cambi, in meglio per tutti.

Pensiamo che ciò si debba promuovere in piena sintonia con le altre realtà di cui il mondo granata e' ricchissimo e con le quali sono già nate grandi amicizie e collaborazioni i cui frutti nel tempo cominceranno sempre più a vedersi.

Essere oggi Presidente di una realtà che porta il Toro nel cuore e contemporaneamente un progetto così essenziale per il sistema calcio e sportivo tutto, la sento davvero una grande responsabilità.

Volendo occuparmene con la massima dedizione rassegnerò presto le mie dimissioni da Presidente dei Giuristi Granata, altra bella associazione che invece ho fondato con altri amici legulei, dal momento che di professione faccio l'avvocato civilista.

Considerate questo un po' il mio discorso per la nomina e spero qui di seguito di riuscire anche a comunicarvi un'idea del perché io abbia davvero particolarmente a cuore quanto da 4 anni si sforza di promuovere ToroMio e ritenga che l'ambiente granata potrebbe essere un terreno particolarmente fertile se si aprisse alle logiche di azionariato, con grande convenienza anche del Presidente del Torino FC.

Il Torino Football Club e' una espressione sportiva che nasce nel 1906 da più profonde radici che affondano nel pionierismo sportivo nazionale. Per derivazione dalla F.C. Torinese e dagli ancora più antichi predecessori di quest'ultima società può, a ragione, essere considerato nelle sue radici il piu' antico sodalizio calcistico italiano. A tutt'oggi e' una delle più gloriose e titolate società d'Italia e nella top ten per numero di tifosi nonostante i suoi successi non siano ne' frequenti, ne' recenti. Comunque a tutti gli effetti non si può negare che il Torino Fc sia già una gran bella realtà, anche solo come espressione sportiva.

Ma il TORO, invece, è ancora molto, molto di più.

E' quello spazio ideale che si ispira all'espressione sportiva di cui sopra, tenacemente abitato da noi tifosi granata. Ed è la vera fonte della nostra inossidabile passione. E' peraltro un ambito non etereo, ma fatto di luoghi precisi, di volti precisi, di storie, di valori, di aspirazioni, di gesti, come dice anche Gramellini.

Le due realtà, Torino Fc e TORO, sono collegate ma non coincidono.

Il TORO e' l'anima del Torino Football Club e quando abita in esso lo rende grande. Ci fu un mitico periodo di grazia dove il Grande Torino era il TORO e così è stato per diverso tempo. Una bellissima compagnia per gli Italiani negli anni della ricostruzione dopo la guerra.

A quei tempi anche potere e successo accompagnavano il Grande Torino.

Ma dallo schianto dei ragazzi sul colle che, di fatto, nel cancellare gli ineguagliabili interpreti del Grande Torino ha reso contemporaneamente immortali sia il TORO che il Torino Fc è successo qualcosa di molto particolare.

In un certo senso e' come se l'anima fosse stata un po' "strappata" dal suo corpo ed il Torino Fc si è ritrovato da allora l'arduo ed ingrato compito di incarnare quest'anima, senza però quello strapotere che era stato donato allo squadrone di Capitan Valentino.

Questa però è davvero una cosa da TORO.

Da allora, come ho letto su una maglietta allo stadio recentemente: padroni di niente ma servi di nessuno.

Ma con un unico ambiziosissimo obiettivo: essere il TORO.

E spesso il Torino Fc non ci riesce, ahimè. Trattasi infatti di un livello impossibile da mantenere, se non per brevi momenti. Ma quando succede, lo spettacolo offerto e', a sua volta, davvero impareggiabile.

I tifosi del Toro amano qualcosa che sanno esistere ma che di rado si manifesta chiaramente. Ma a tutti noi è bastato gustarlo qualche volta e si è subito capito che non si doveva più cercare altrove.

Il tifoso granata non pretende vittoria ma pretende che il Torino Football Club incarni lo spirito del Toro, fatto essenzialmente di tenacia, grinta, amicizia, lealtà, passione e generosità'. E' una pretesa pesantissima. Molto più difficile che vincere.

Spesso l'ambiente granata paga questa pretesa ed anche i risultati sportivi sono convinto che a volte ne abbiano risentito.

Tante volte infatti il Torino Fc resta lontano dal TORO e questo genera la nostra grande rabbia.

Il tifoso del Toro si sente portatore di uno spirito diverso. Per quel che ho visto io al mondo, sembriamo un po' contradaioli senesi.

Viviamo un'appartenenza che arriva a definire molti altri ambiti della vita a parte il tifo calcistico. Ogni occasione è buona per fare festa insieme, abbiamo i nostri Santuari, i nostri riti, i nostri avversari...tutto condito di una passione davvero fuori dal comune.

Ma c'è un problema e qui c'entra ToroMio.

Noi granata siamo fortunatamente ancora vivi (e chi c'ammazza...?) ma siamo contradaioli un po' senza contrada.

Padroni di Torino e nel contempo in esilio ( il Museo insegna). Capaci di grande unità ma nel contempo dispersi. Meritevoli di partecipare ma nel contempo esclusi.

Fratelli dalla maglia color del sangue, qui s'ha da costruir la contrada...direbbero i nostri amici viola. Qui s'ha da riprendersi la città.

Il Fila, l'Olimpico e tanti altri luoghi o spazi di associazionismo e condivisione vanno ricostruiti e coltivati. E mai più lasciati andare...qui s'ha da creare qualcosa di nuovo e di antico nel contempo. Leggetevi il documento di ToroMio sul sito www.toromio.net per capire meglio. E poi aderite via internet o chiedete di associarvi: dobbiamo essere in tanti per farci notare.

Voglio concludere questo mio intervento con un commento al finale di questa bella stagione sportiva quando finalmente abbiamo anche esordito e vinto in Europa League a distanza di troppi anni passati nell'ombra.

Il Torino Fc aveva perso sul campo la qualificazione all'Europa League ma l'ha rivinta incarnando il TORO nella regolarità contributiva che ha dimostrato.

Per questo abbiamo prevalso sui pur meritevoli giocatori parmensi che avevano vinto sul campo.

Ma secondo me è profondamente giusto così, perché una società di calcio non è costituita solo da valori tecnici. E vincere sul campo non è l'unica cosa che conta, come sostiene invece qualcuno a Venaria, di cui noi granata siamo fieramente l'antitesi.

Parlando di Europa, ricordiamo tutti ancora la sedia del Mondo alzata al cielo.

Mi piace oggi pensare che quella non fosse un'imprecazione, ma un'invocazione, prima dell'inizio della fine. Una fine in un certo senso cominciata proprio quella sera e che porto' al fallimento non troppi anni dopo.

Un'invocazione ascoltata. Neppure quello che ci è toccato poi passare ci ha stroncato. Grazie Mondo per la tua invocazione.

E quindi, mondo del calcio, bada.

Non ti libererai mai di noi. L'hai visto. Dei veri invincibili, dei veri immortali.

Non ti libererai di quella squadra per cui a Buenos Aires gli amici argentini del River Plate festeggiano la storica amicizia col Toro nel giorno in cui vincono il campionato.

Per la quale a Lisbona i portoghesi del Benfica esibiscono uno striscione dedicato agli eroi granata per ricordare coloro che i cugini bianconeri che si definiscono torinesi, invece, non si vergognano ad insultare (ricevendo poi la giusta paga dal fato).

Oppure a Firenze. A Firenze. Dove abbiamo visto gli stessi tifosi della squadra avversaria incitare i granata a battere i propri beniamini perché, in quel momento, anche loro si sentivano ed erano tifosi del TORO.

Questo è l'amore che suscita il TORO, questa e' la cosa più bella che ho visto con i miei occhi in questa stagione.

Questo secondo me e' stato il vero spettacolo di quest'anno.

E chi non l'ha colto, si è perso davvero qualcosa...altro che Cerci e Immobile.

Con tutto ciò un sincero plauso alla squadra, al Presidente, a Ventura, a Petrachi, a Bava, Longo, alla Primavera, alle altre squadre giovanili ed a tutti coloro che hanno portato avanti la più bella stagione sportiva degli ultimi vent'anni.

Di quest'anno conserverò per sempre un ricordo. L'indimenticabile 2-1 al Genoa, apice e svolta del campionato.

Nei due minuti finali di quella partita il Torino Fc è stato vero TORO: ed ha nuovamente fatto vedere a tutti che quando soffia il suo spirito non ce n'è davvero per nessuno.

Secondo me l'azione del raddoppio di Cerci, partita dal contrasto di Gazzi, rappresenta infatti una formidabile "sintesi" sportiva di questo spirito.

Dal momento che il compagno ha arditamente sradicato la palla dai piedi dell'avversario per offrirgliela, Alessio è partito come preso da una forza particolare, già sapendo cosa avrebbe provato a fare e, in un certo senso, secondo me, già sentendo che niente gli avrebbe impedito di gonfiare la rete, con buona pace per il gobbo Gasperini.

Cancellate in un colpo una dolorosa sconfitta, una vergognosa intervista ed una ignobile combine.

Un vero TORO moment che ci ha aperto la via all'Europa. Della quale peraltro il Toro è anche simbolo. Lo sapevate?

Ora però per i nostri ragazzi la sfida di ripetersi sarà ancora più dura.

Ma comunque Europa aspettaci...perché, ancora una volta, siamo tornati!

Il Presidente dell'associazione ToroMio

Avv. Massimiliano Romiti