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L’azionariato Popolare è una priorità politica e sociale senza bandiere: non dovrebbe essere una questione di schieramenti.

L’aria però che tira è come sempre questa. Chi propone una legge sull’azionariato nel calcio sta all’opposizione e chi la ritiene non prioritaria sta al governo.

Abbiamo una ragionevole convinzione che a parti invertite sarebbe la stessa cosa: il ministro Lotti ed altri diventerebbero improvvisamente paladini della buona cosa e Lega o chi per loro si accorgerebbero altrettanto improvvisamente che il mondo economico che “conta” non li sosterrebbe più ed inventerebbero mille scuse per tirarsi indietro.

La verità è solo una: l’introduzione di una legge che sviluppi l’azionariato popolare nel calcio e nello sport in genere, rappresenterebbe una delle più importanti riforme sociali e civili del secolo di questo paese.

Si aprirebbe la strada ad una progressiva partecipazione attiva, consapevole e responsabile del popolo alla vita politica, sociale, economica Italiana.

Si ridurrebbero progressivamente tutte le speculazioni finanziarie lecite ed illecite che girano in torno al mondo del calcio con i conseguenti risvolti positivi su tutta la società civile.

Si educherebbero le tifoserie estremiste. Si distribuirebbero ricchezze e lavoro, oggi privilegio di pochi. Ma soprattutto si aprirebbero mondi di cultura e formazione sportiva e non per le famiglie italiane, per i giovani.

E’ partendo da qui che l’Italia svolterebbe, superando finalmente a grandi passi, persino divertendosi , le forme democratiche ed economiche migliori d’ Europa. Questo semplicemente perché il calcio è lo sport e spettacolo più popolare al mondo.

Certo qualche migliaio di persone non si troverà d’accordo: crediamo sia piuttosto chiaro che questi rappresentino quell’ormai ben noto gruppo ristretto di cittadini che detengono , non sempre con vero merito, oltre il 70% delle ricchezze di tutto il popolo italiano, ed alcuni dei loro cavalier serventi della politica e del mondo “ dell’informazione ”.

Ma è compito proprio della politica liberarsi di questo giogo e per farlo ha bisogno inevitabilmente del popolo e di onesti ed intelligenti uomini di cultura. Un popolo che deve finalmente smettere di farsi illudere da promesse di lavoro e fortuna da parte di chi oggi il lavoro lo svilisce, riducendo progressivamente il salario ed aumentando lo sfruttamento, per convogliare enormi quantità di denaro sempre verso le stesse tasche.

Considerare in questa fase così critica, dal punto di vista socio politico, della storia italiana, il proprio impegno di supporter per una legge sull’azionariato popolare nel calcio, più importante di quello di supporter della propria squadra del cuore, rappresenterebbe la svolta culturale civile di ogni singolo italiano, a maggior ragione se giovane.

Ovviamente si deve costruire una legge ben fatta, costituzionale, aperta a modifiche in corso d’opera. Noi crediamo di aver lavorato in questo senso. La bozza dell’articolato è in rete: www.toromio.net. Non ha bandiere politiche se non quella granata, ma va bene per qualsiasi colore, anche per il grigio dei cugini di Veneria.

Valutatela e soprattutto parlatene e scrivetene onestamente, con cognizione di causa, possibilmente non solo per dare aria ai denti e suonare le tastiere. Noi siamo prontissimi e favorevolissimi al confronto.

Segreteria ToroMio