La squadra del Filadelfia si è fermata inaspettatamente ai quarti di finale. Questa è stata la nostra prima esperienza che ci ha indicato dove dobbiamo migliorare per il prossimo anno. Per l’occasione abbiamo ingaggiato (si fa per dire) un giornalista di Sport & Sprint, Edoardo Abrate,  che ci ha raccontato così quanto è avvenuto.    

 

CRONOCA di Edoardo Abrate

Quartiere Centro          2

Quartiere Filadelfia       0

Marcatori: D’Agostino 28’, 30’ st

Quartiere Centro (3-4-3): Tunno, Malvicino, Frattin, Graci, Ferretti, Cristino, Visciglia, Carini, Abalsamo (20’ st Fierro), Pantaleo, D’Agostino. A disp. Mirto. All. Luciano Borghesan. Dir. Raffaele Lapiccirella.

Quartiere Filadelfia (3-4-3): Castelli, Opsi, Montagna, Canavese, Panzanaro, Pupillo, Fascio, Di Fede, Capobianco, Persiano (23’ st Luini), Sese Zanato Gotegongi. A disp. Acierno, Fagnano Alessio. All. Walter Canavese. Dir. Matteo Fagnano.

Espulso: All. Water Canavese.

 

Edoardo Abrate

Primo Nebiolo (To)

Il bianconero si conferma stregato per i granata… del Filadelfia. Finisce nei quarti di finale la bella avventura al Palio dei Quartieri della formazione allenata da Walter Canavese. Piero Panzanaro & Co. vengono estromessi da un coriaceo Quartiere Centro e da, come da copione in ogni derby, un arbitraggio quantomeno discutibile. Il “Fila” si dispone sullo scacchiere tattico con un aggressivo 3-4-3 in cui brilla il tridente delle meraviglie Marco Capobianco, Sese Zanato e Marco Persiano, ma ad uscire meglio dai blocchi di partenza sono i ragazzi di Luciano Borghesan e Raffaele Lapiccirella. Al 3’ una deviazione di testa del centrocampista bianconero, tutto cuore e polmoni, Graci regala un brivido al portiere del Filadelfia, Omar Castelli. Un minuto più tardi il Centro è ancora pericoloso con una rasoiata di D’Agostino, che lambisce il palo della porta granata. Il pericolo desta dal torpore iniziale l’undici di Walter Canavese, che replica al 7’ con capitan Marco Canavese, vicino al gol del vantaggio con una punizione a giro fuori di un’inezia. Il Filadelfia macina gioco e chilometri con una manovra fluida e veloce, ma pecca di narcisismo specchiandosi un po’ troppo nelle eccelse qualità tecniche dei sui interpreti. Il Centro, invece, vive della velocità di pensiero e giocata del suo leader Pantaleo, che al 22’ con una sontuosa apertura no look manda in porta il bomber D’Agostino. Il bomber bianconero scocca una violenta saetta che supera Castelli, ma si infrange sulla traversa. Tu chiamale, se vuoi, prove generali, perché al 28’ sempre D’Agostino è al posto giusto al momento giusto. Sul tiro senza pretese di Pantaleo, la retroguardia granata, guidata dal ministro della difesa, Panzanaro, sale e applica diligente la tattica del fuorigioco, ma la bandierina del guardalinee resta abbassata e il numero 11 di Borghesan tutto solo davanti a Castelli è lesto a spedire la palla in fondo al sacco. Alla ripresa delle ostilità, sotto di una rete, il Fila sbuffa come un toro nell’arena, schiuma rabbia e carica a testa bassa alla ricerca del meritato pareggio, ma la linea Maginot avversaria non crolla. Polveri bagnate per i punteros granata. Merito anche della granitica coppia di mastini difensivi del Centro: Cristino-Ferretti. Il finale di partita si colora ancora di bianconero. Al 53’ Castelli vola a disinnescare in corner un missile terra aria del tarantolato Visciglia, ma nulla può, in zona Cesarini, sul contropiede mortifero iniziato da Graci e finalizzato, sul filo dell’off side, dal solito D’Agostino. E’ il gol che cala il sipario sulla “cicala” Filadelfia, bella ma sconfitta dalla “formica” Centro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.